Le
origini delle vaccinazioni moderne
Dall'immunità congenita o da quella acquisita con le malattie
si è venuti al concetto della vaccinazione
I Popoli primitivi sapevano che si può, tramite inoculazioni
ripetute, premunirsi contro l'effetto di tossici e veleni.
• I Boscimani praticano un'incisione vicino al morso di un serpente
e vi introducono un pizzico di ghiandole velenifere precedentemente
asportate ad altri serpenti, e disseccate.
• Gli indigeni della Colombia utilizzano del siero nel quale sia
stato fatto macerare fegato di serpente.
• I Cinesi praticavano la vaiolizzazione preventiva sia per mezzo
dell'abbigliamento forzato con vestiti provenienti da un malato in piena
fase di suppurazione, sia con delle pustole disseccate e conservate
per un anno e quindi introdotte in una narice (la sinistra per i maschi,
la destra per le femmine).
• Ippocrate scrive nel Trattamento dei Luoghi nell'uomo: «Vomitus
vomitu curantur».
• Plinio insegna che: «Est limus salivae sub lingua rabiosi
canis qui, datus in potu, fieri hydrophobos non patitur»C'è
sotto la lingua di un cane arrabbiato un limo formato dalla sua saliva
che, bevuto, preserva dalla rabbia.
• Dioscoride di Anazarbo (75 d.C.) raccomanda di far mangiare
agli idrofobi il fegato del cane che li ha morsi, ed anche, di mangiare
dei lombrichi arrostiti contro le malattie dovute ai vermi.
• Aetius d'Antiochia(fine del V sec. d.C.) dice che là
dov'è il male, vi è anche il rimedio: egli raccomanda
di schiacciare lo scorpione sulla puntura che ha appena dato, di mangiare
la carne della vipera che ha appena morso .
Mitridate si premuniva contro gli avvelenamenti succhiando del sangue
di anitra, alla quale aveva fatto ingerire delle dosi progressivamente
crescenti dei veleni i più svariati.
Tucidide descrivendo la peste di Atene nel 429 a. C. faceva conoscere
che "i guariti di tale morbo di rado ammalavano una seconda volta
e mai mortalmente" osservazione che fece maturava l'idea di procurarsi
o meglio di creare artificialmente una forma attenuata di malattia per
prevenirne una peggiore. Paracelso (1493-1541), consiglia la utilizzazione
medica di prodotti morbosi e formula la terapia basata sul simile: «I
simili guariscono i simili: lo scorpione guarisce lo scorpione, il mercurio,
il mercurio... Il veleno è mortale per l'uomo, salvo che nel
caso in cui nell'organismo esso non ne trovi un altro con il quale poter
lottare, in questo caso l'uomo ritorna in salute».
Egli impiega, a questo scopo, delle dosi debolissime del veleno in questione.
Nel suo «Archidoxes», raccomanda: l'estratto di fiele di
bue per le cirrosi epatiche e l'estratto splenico per le «ostruzioni»
della milza. Indica il siero sanguigno per arrestare le emorragie e
consiglia anche l'uso terapeutico dei prodotti opoterapici.
Oswald Crollius XVI secolo nel trattato Signatures et Correspondences
consiglia l'utilizzazione di un isopatico:
«Per arrestare l'eccesso mestruale delle donne, bisogna prendere
tre o quattro gocce suo stesso sangue mestruale, scegliendo tuttavia
il più limpido, e farlo bere alla suddetta paziente senza che
essa ne sappia nulla, e senza dubbio ciò basterà ad arrestare
l'emorragia... il morso di topo si guarisce con la polvere ottenuta
avendo fatto prima bruciare quel medesimo topo... gli scorpioni apportano
anch'essi la guarigione come gli altri animali ed infatti, in Provenza,
si usa schiacciare lo scorpione tra due pietre ed applicarlo quindi
sulla puntura, ed in questo modo il male se ne va da dove è venuto».Robert
Fludd, ricercatore Gesuita irlandese secolo XVII curava i tisici con
le diluizioni dei loro stessi sputi.
I vermi espulsi dall'organismo, seccati, polverizzati e somministrati
per via interna, uccidono i vermi.
Lo sputo del un tisico guarisce, dopo un'appropriata preparazione la
tisi.
La milza umana, che abbia precedentemente subito una particolare preparazione,è
un rimedio contro la milza ingrossata.
Il calcolo della vescica e del rene guarisce e fa dissolvere i calcoli».Athanasiu
Kircher, nella sua opera Magnes sive de arte magnetica : «Gli
avvelenamenti sono generalmente guariti dai loro controveleni.
Così, il morso di un ragno sarà guarito dall'applicazione
di un ragno, la puntura di scorpione dall'applicazione dello scorpione,
il veleno di un cane arrabbiato viene eliminato dal corpo per mezzo
dell'applicazione
dei peli dello stesso cane».
Nel Traité des Poisons : «Ubi morbus, ibi etiam medicamentum
morbo illi opportunum»
(Là dov'è la malattia, c'è anche il rimedio opportuno
per la malattia stessa).
Nel XVIII secolo Lady Montague, moglie dell'ambasciatore inglese a Costantinopoli,
fece vaccinare i suoi bambini
con estratti di pustole del vaiolo. Il professore Philippus Netter,
di Venezia, consigliava il pus disseccato di un bubbone della peste
per la cura della peste. Francis Home, di Edimburgo , utilizzava il
sangue degli ammalati di rosolia contro tale malattia.
Le prime pratiche empiriche
della vaccinazione risalgono agli antichi Cinesi ed Indiani presso cui
era in uso la profilassi antivaiolosa coll'innesto di materiale preso
dall'uomo ammalato di vaiuolo da cui si prendevano e s'innestavano le
squame delle pustole con norme speciali spesso cinte anche da mistero,
ovvero innestavano lo stesso pus estratto dalle pustole.
Tale pratica dall'Oriente passò attraverso l' Asia Minore a Costantinopoli
dove per mezzo di donne circasse venne a conoscenza di Lady Worthley
Montague, moglie dell'ambasciatore inglese a Costantinopoli.
Costei trasferendone l'uso in Inghilterra nel 1721 volle farla praticare
in persona di suo figlio col contenuto di pustole di ammalato di vaiuolo
e poi ottenne mercè della sua insistenza favorita anche dalle
ricorrenti epidemie che tale pratica fosse accolta nei pubblici servizi
in Inghilterra.
Gli inconvenienti e le disgrazie causate in seguito all'estensione di
tale metodo di vaccinazione furono molteplici, fra cui quello di propagare
altre malattie, specialmente la sifilide; cosicchè si cercò
di mettervi riparo e nel 1768 Sutton e Fewster fecero rilevare che le
persone, specialmente i vaccai che mungevano le vacche, affette da pustole
di vaiuolo al capezzolo delle mammelle contraevano una eruzione pustolosa
sulle dita delle mani. E che tali individui se erano stati affetti precedentemente
da siffatta eruzione pustolosa restavano immuni dal contagio nelle epidemie
di vaiuolo o tutt'al più ne ammalavano di una forma leggera.
Così s'intraprese ad inoculare il pus dalle pustole delle vacche,
ma dapprima con molto scetticismo giacchè per quanto Iobst Besc
avesse insistito sulla pratica di tale metodo e nel 1791 Plett nelle
vicinanze di Kiew avesse avuto un risultato sicuro col pus vaccinico
in tre bambini che rimasero immuni dal vaiuolo, mentre ne furono colpiti
i loro fratelli, pur tuttavia il merito del passaggio dalla variolizzazione
alla vaccinazione si deve a Jenner che nel 1796 dapprima fece la vaccinazione
prendendo del pus d'una ragazza vaccaia affetta dell'infezione pustolosa
nelle mani ed innestandolo ad altri bambini con esito positivo e poscia
adoperando addirittura il materiale dalle pustole vaiolose delle vacche.
La quale malattia negli animali si chiama precisamente vaccina, donde
il vaccino Jenneriano che altro non è se non la linfa estratta
da una pustola vaccinica e quindi il pus vaccinico; da cui è
scaturita la parola ed il metodo di vaccinazione coniata molto dopo,
ai primi dell'800, in Francia con tono derisorio.al posto del pericoloso
virus umano subentrava lo stesso virus ridotto a giusta e stabile attenuazione
mediante il passaggio attraverso l'organismo della vacca; attenuazione
fortuita e naturale, ma di cui non si potè trovare simile per
altre malattie e per cui la scoperta di Jenner rimase sterile per quasi
un secolo.HANHEMANN fu molto influenzato da Jenner per la messa a punto
del METODO OMIOPATICO
Louis Pasteur nel 1879
studiando con i suoi discepoli Chamberland e Roux il colera dei polli
osservò che mentre le culture fresche del microbo di tale infezione
erano virulentissime ed uccidevano i polli, quelli invece iniettati
con vecchie culture abbandonate da lui durante le vacanze o non ammalavano,
ovvero erano affetti da uno stato leggero di malattia. Egli ebbe allora
l'idea di iniettare delle culture recenti a questi polli e ad altri
nuovi da servire per testimoni o controllo.
Questi morirono nel tempo abituale, ma quelli che iniettati con cultura
vecchia avevano subita una lieve malattia,
con la seconda inoculazione di culture virulente sopravvissero.
Fatto di cui a Pasteur non sfuggì il significato e cioè
la possibilità di potere creare delle infezioni di poca entità
con culture attenuate per prevenire le gravi infezioni.
Era il principio di Jenner esteso ad altre malattie che il Pasteur rese
pratico anche nelle vaccinazioni della rabbia e del carbonchio.
L'antica vaccinazione era rappresentata dal vaccino antivaiuoloso e
da quello antirabbico e di cui la tecnica di manipolazione era ben diversa
da quella dei vaccini preparati dopo col metodo del Wright, mercè
la cui opera si sono aggiunti altri vaccini sia profilattici che terapeutici.
Essi erano costituiti da emulsione di germi uccisi, cioè di tossine
intracellulari o da batteri resi inattivi mediante il calore o mediante
sostanze chimiche, come l'etere etilico a saturazione adoperato da Vincent.
I primi usati da Jenner e Pasteur per il vaiuolo, la rabbia, il carbonchio
furono detti vaccini viventi, quelli di Wright e Vincent furono detti
in emulsione sterilizzati; le vaccinazioni alla Wright e Vincent non
sono in sostanza che le antiche iniezioni Pastouriane trasportate nell'uomo
con tutti quegli accorgimenti, con tutte quelle cautele che sono suggerite
dalla delicatezza e dal valore dell'individualità umana.
Così dicasi ad es. del vaccino antitifico per cui il Galleotti
consigliava la miscela del bacillo di Ebert e del paratifo B.;
laddove il Castellani consigliava la miscela del trivaccino e cioè
la miscela del bacillo Ebertiano, del paratifo A. e del paratifo B.,
specialmente che questo serve a vaccinare masse intere di individui
come le truppe.
E nella stessa guisa il Melitense il colibaccillare, ecc.
Ci sono poi i vaccini creati per derivazione dalle esotossine di quei
batteri a cui si sono potute estrarre e questi vaccini hanno subito
diverse manipolazioni da Behring, Park, Ramon, ecc.
NEL NOSTRO SECOLO SI POSSONO DIVIDERE TRE PERIODI:
• 1885-1917= vaccino vivente della rabbia-vaccini batterici ad
elementi uccisi (peste, colera, febbre tifoide, pertosse)-vaccino contro
Rickettsia rickettsii.
• 1921-1945=vaccini viventi attenuati batterici e virali-vaccini
inattivati (virus influenzali e Rickettsia Prwazeki)-vaccini con immunogeni
purificati (anatossina difterica e tetanica) e polisaccaridi pneumococcici.
• Dal 1948 ad oggi=vaccini virali viventi attenuati (antipolio
Sabin, morbillo, rosolia, parotite, varicella)-vaccini batterici vivi
attenuati(antitifoideo)-vaccini virali inattivati (antipolio Salk, epatiteB,
Rabbia)-vaccini a base di polisaccaridi meningococcici-vaccini creati
con l'ingegneria genetica e tecnica del DNA ricombinante- vaccini idiotipici
Quali
sono i vaccini in Italia
VACCINAZIONI
OBBLIGATORIE PER LEGGE
Le leggi sull'obbligo vaccinale prevedono come obbligatorie le vaccinazioni:
* antipolio,
* antiepatite B,
* antitetanica
* e antidifterica (queste ultime due in un'unica iniezione)
Con il decreto del
7/4/99 le prime due dosi di antipolio vengono somministrate con vaccino
Salk anzichè Sabin.
ATTENZIONE: sta
avendo una grande diffusione il Pentavac, un multivaccino che privilegia
l'efficenza organizzativa delle ASL a scapito del paziente: in un'unica
seduta, si ottiene la copertura di cinque vaccinazioni. Purtroppo alcune
ASL non spiegano che SOLO TRE vaccini sono obbligatori: fanno semplicemente
firmare il foglio del consenso informato perché contiene due
vaccinazioni non obbligatorie (anche se sarebbe più giusto definirlo
consenso disinformato) senza nemmeno spiegare cos'è.
Calendario
vaccinale
VACCINAZIONI FACOLTATIVE
* vaccinazione singola
anti-pertosse
* vaccinazione singola anti-morbillo
* vaccinazione singola anti-parotite
* vaccinazione singola anti-rosolia
* accinazione anti-haemophilus B
* vaccinazione anti-influenzale
VACCINAZIONI
SPECIALI
Tratto dal Sito di
Pediatria On Line
* vaccinazione anti-meningococco
* vaccinazione anti-tifica
* vaccinazione anti-tubercolare
* vaccinazione anti-rabbica
* vaccinazione anti-epatite A
* vaccinazione anti-varicella
* profilassi anti-amarillica
* vaccinazione anti-colera
* vaccinazione anti-vaiolosa
A proposito di MALARIA
leggete anche qui:
* World Health Organization Division of Control Tropical Disease
* Ipotesi di un vaccino
* Situazione attuale della malaria
* ACUFENI TINNITUS. Messaggi - Commenti - Discussioni sugli ACUFENI
(sito in italiano/inglese)
Vaccinazioni
obbligatorie per determinate categorie di persone e di lavoratori
Tratto dal Sito del
Ministero della Sanità
Prendendo in considerazione
la popolazione adulta, alcune vaccinazioni sono obbligatorie per determinate
categorie di persone e di lavoratori:
la vaccinazione antitetanica
è obbligatoria, oltre che per tutti gli sportivi affiliati al
CONI, per i lavoratori agricoli, i metalmeccanici, gli operatori ecologici,
gli stradini, i minatori e gli sterratori, etc., secondo l'elenco riportato
nella Legge del 5 marzo 1963, n° 292;
la vaccinazione antitifica
è obbligatoria per gli addetti ai servizi di approvvigionamento
idrico, ai servizi di raccolta e distribuzione del latte, ai servizi
di lavanderia, pulizia e disinfezione degli ospedali, per le reclute,
etc (D. C. G. 2 dicembre 1926 - D.P.R. 26 marzo 1980 n° 327, art.
38);
la vaccinazione antitubercolare (BCG)
è obbligatoria per il personale medico ed infermieristico, per
le persone conviventi con soggetti affetti da tubercolosi, per i ragazzi
di età di compresa tra 5 e 15 anni residenti in zone depresse
ad elevata morbosità tubercolare (indice tubercolinico maggiore
del 5% nei bambini di 6 anni), per le reclute all'atto dell'arruolamento
(L. 14 dicembre 1970 n° 1008);
le vaccinazioni antimeningococcica, antitifica, antidiftotetanica, antimorbillo-parotite-rosolia
sono obbligatorie per le reclute all'atto dell'arruolamento.
Queste vaccinazioni sono state abolite per i lavoratori a rischio dalla
Legge Finanziaria 2001Vaccinazioni raccomandate per determinate categorie
di persone e di lavoratori
Oltre alle vaccinazioni obbligatorie, esistono anche vaccinazioni raccomandate
per alcune categorie professionali considerate maggiormente a rischio
e per alcune categorie di persone suscettibili di andare incontro a
serie complicazioni in caso di infezione.
La vaccinazione contro l'epatite virale B
è raccomandata, e offerta gratuitamente, agli operatori sanitari
e al personale di assistenza degli ospedali e delle case di cura private,
alle persone conviventi con portatori cronici del virus dell'epatite
B, agli operatori di pubblica sicurezza, ai politrasfusi e agli emodializzati
e a tutte le altre categorie indicate nel D.M. del 4 ottobre 1991.
La vaccinazione contro l'influenza
è raccomandata a tutte le persone di età superiore a 65
anni e a coloro che sono sofferenti di malattie croniche e debilitanti
a carico dell'apparato cardiovascolare, broncopolmonare, renale, etc.,
nonché agli addetti a servizi di pubblica utilità (Circolari
emanate annualmente).
La vaccinazione antileptospira
è raccomandata ai lavoratori addetti ai servizi di smaltimento
dei rifiuti liquidi, agli sterratori, a coloro dediti per diporto ad
attività in zone "umide" o in acque dolci (pescatori,
canoisti, etc.).
La vaccinazione antitifica, così come quella antiepatite virale
A e B, l'antipoliomielitica, l'antitetanica, l'antirabbica,
può essere indicata per i viaggiatori che si rechino all'estero
in zone endemiche o comunque considerate a rischio.
Il regime d'obbligo,
comunque, non costituisce necessariamente una classificazione di maggior
pericolosità delle malattie per la cui prevenzione vengono effettuate,
rispetto alla sola raccomandazione; piuttosto, l'obbligatorietà
è stata determinata da particolari atteggiamenti culturali storicamente
presenti al momento della loro introduzione.
Ciò, è ben rappresentato dalla gratuità di tutte
le vaccinazioni effettuate nell'interesse della salute pubblica e nell'obbligo
della loro offerta attribuito ai Servizi territoriali, come previsto
dalla recente Circolare n° 13 del 6 giugno 1995.
Vaccini
e allergie
Gli anticorpi circo]anti nel sangue si dividono in diverse
catergorie con funzioni diverse:
A/lg G / Ig Ig M / Ig E.
Le Ig G sono la categoria più importante nella difesa dalle malattie
infettive in quanto danno una risposta tardiva alle tossine batteriche,
mentre le Ig M danno una risposta ai germi circolanti.
Le IgA sono presenti nelle secrezioni, nella respirazione, nel sudore,
nelle lacrime e nel colostro.
Le Ig E infine sono uno degli indici più fedeli della tendenza
allergica dell'organismo: più il livello delle Ig E è
elevato, più è probabile che l'organismo possa sviluppare
malattie allergiche (per esempio dermatite atopica, orticaria, rinite
allergica e asma).
Uno degli esami più comuni per valutare l'esistenza delle allergie
è infatti il RAST, che misura il livello nel sangue delle Ig
E specifiche contro certi antigeni (per esempio graminacee, pelo di
gatto, acaro della polvere ecc.).
È opinione comune che i vaccini creino nell'organismo una risposta
immunologica simile a quella sviluppata dalla malattia per cui ci si
vaccina, e a dimostrazione di ciò per validare l'efficacia dei
vaccini si misura il livello delle Ig G che il sistema immunitario ha
creato contro l'antigene virale o batterico introdotto. Pochi sanno,
però, che la maggior parte dei vaccini fanno aumentare anche
il livello delle Ig E specifiche contro l'antigene introdotto dal vaccino:
questo significa che i vaccini fanno aumentare la tendenza allergica
dell'organismo, ed infatti alcuni studi specifici hanno dimostrato una
relazione fra aumento delle Ig E e la comparsa di effetti collaterali
post-vaccinale.
La dimostrazione che vaccini di uso comune facciano aumentare il livello
di anticorpi indici di malattie allergiche (come documentato dai lavori
scientifici fatti sui vaccini antidifterico, antitetanico e antiinfluenzale)
conferma la presenza di un chiaro rischio per la salute dei bambini;
inoltre, questo elemento, insieme alle allergie indotte dal thimerosal
e da altri conservanti presenti nei vaccini, permette di cominciare
a spiegare il meccanismo con cui i vaccini divengono fattori casuali
scatenanti di malattie allergiche acute, ma sopratutto croniche
Da anni i medici omeopatici hanno sostenuto questa tesi, infatti ad
una attenta anamnesi molto spesso i fenomeni allergici hanno inizio
subito dopo somministrazioni vacciniche.
Ovviamente la vaccinazione non può considerarsi l'unica causa
responsabile della reazione allergica, molto spesso cooperano nel meccanismo
disregolativo immunitario intolleranze alimentari, tra cui emerge in
maniera rilevante l'intolleranza al latte vaccino correlata ad un troppo
precoce incontro , in età neonatale, del sistema immunitario
intestinale con le molecole del latte di mucca.
A questo deve aggiungersi lo stravolgimento delle catene alimentari
che danno , ad esempio, pesce allevato con soja, spesso transgenica
incrociata con la noce brasiliana, per cui non sappiamo più se
una allergia o intolleranza sia dovuta al pesce, alla soja o alla noce.
Per non parlare poi dell'uso massivo di antibiotici, ormoni ed altre
sostanze farmacologiche negli allevamenti animali e di antiparassitari
e concimi chimici negli alimenti vegetali.
In tutto questo discorso i vaccini si introducono come fattori di squilibrio
del sistema immunitario capaci di dare evidenza a fattori immunitari
latenti mediante l'aumento delle IgE e attraverso sostanze allergizzanti
contenute nei vaccini come conservanti tra le quali la più diffusa
e dannosa è costituita dal Thimerosal.
Molteplici studi testimoniamo in modo inequivocabile che il Thimerosal,
presente come conservante mercuriale in tantissimi vaccini, induce allergie
e asma.
Il Department of Dermatology di New Orleans in Louisiana sul Dermatol.
Clin. gennaio l990 [8(1):161-4] sostiene che l'ipersensibilità
al thimerosal nei vaccini induce reazioni locali persistenti, eruzioni
orticarioidi ed esantemi generalizzati, e, nel caso del vaccino anti-epatite
B orticaria con asma.
Il risultato è che c'è sempre più una elevata percentuale
di bambini che viene riscontrata positiva. A questo punto ci si deve
chiedere perchè un bambino è diventato allergico al thimerosal,
quando ne è venuto a contatto e di conseguenza dove si trova
il thimerosal.
Il thimerosal è un conservante anti-batterico che si trova quasi
esclusivamente nei vaccini (fino a qualche tempo fa, si trovava anche
nei liquidi di lavaggio delle lenti a contatto di certo poco diffuse
trai bambini. Si deve dedurre che tutti i bambini positivi al positivi
al patch-test per il thimerosal, lo sono diventati a causa delle vaccinazioni
come afferma anche il lavoro scientifico della Clinica Dermatologica
di New Orleans.
Quali sono dunque i fattori che rendono allergizzante una sostanza?
Essi possono essere:
• 1. intrinseci alla sostanza,
• 2. alla frequenza di somministrazione,
• 3. in rapporto alla via di somministrazione,
• 4. all'equilibrio del sistema immunitario ricevente.
Se esaminiamo il Thimerosal in base a questi dati possiamo constatare
che si tratta di una sostanza ad alto potere allergizzante, da alcuni
studi definita tossica, che viene introdotta nel sangue con i vaccini
superando quindi prepotentemente le barriere fisiologiche, in un'epoca
di notevole immaturità del sistema immunitario (primi mesi di
vita) e per di più il contatto con la sostanza è ripetuto
più volte con i richiami del vaccino.
Non è da sottovalutare neanche il fatto che il Thimerosal contiene
circa il 50% di mercurio che come tutti i metalli pesanti viene eliminato
molto lentamente dall'organismo.
Spesso viene detto che il thimerosal è contenuto in quantità
troppo basse per potere dare allergie: ciò è chiaramente
errato, sia per il concetto che non è la quantità a determinare
l'allergizzazione, sia per l'evidenza degli studi clinici sulla positività
del pach-test al Thimerosal dopo vaccinazione.
Dalla letteratura scientifica medica risulta che il Thimerosal può
causare:
• allergie cutanee: orticaria, dermatiti, dermatite atopica, eczemi;
• allergie alle mucose: rinite allergica, congiuntivite allergica;
• asma;
• ostruzione laringea acuta (laringospasmo);
• anafilassi.
Risulta quindi assurdo continuare a vaccinare in massa i bambini con
sostanze altamente allergizzanti e potenzialmente tossiche facendo aumentare
la percentuale di bambini allergici.
Occorre fare un appunto finale sull'uso sconsiderato che si fa dei vaccini
in epoca attuale e sopratutto sulla loro combinazione multipla nei primi
mesi di vita quando il sistema immunitario è ancora immaturo
e non pronto ad aggressioni che facilmente ne alterano i delicatissimi
equilibri.
Il Giappone già dal 1993 ha eliminato gli obblighi vaccinali
non essendo in grado di valutare il rapporto reale tra vantaggi e danni,
ed ha quindi lasciato la valutazione al libero arbitrio del medico curante
e dei genitori.
Esistono infatti nel mondo migliaia di procedimenti legali per richieste
di risarcimento da danni da vaccino. Da casi di morte e invalidità,
a problemi neurologici tra i quali il problema dell'aumento delle IgE
causa di allergia si pone senza dubbio in secondo piano.
Studi recenti in Italia ed in Francia hanno dimostrato i pericoli legati
alla vaccinazione per l'epatite B che può avviare verso patologie
autoimmunitarie del sistema nervoso centrale per slatentizzazione di
un danno autoimmunitario preesistente, dovuta all'azione dei DNA virus.
Obbligatoria solo in Italia e negli Usa (dove per altro è facilmente
evitabile con l'obiezione di coscienza) non ha significato in fasce
di età infantili in cui non ci si scambiano siringhe infette
ne si hanno rapporti sessuali.
Un discorso a parte meriterebbe l'uso sempre più frequente dei
vaccini per le malattie esantematiche. A questo proposito già
Nicola Pende, scopritore dell'endocrinologia affermava che le malattie
infantili purificano la massa ereditaria. Se si ostacola la loro formazione,
si impedisce anche la liberazione del corpo da tossine ereditarie. Similmente
la saggezza popolare ha da sempre visto nelle malattie esantematiche
un momento di crescita psicologica del bambino. Non a caso gli esantemi
si presentano prevalentemente nell'età infantile.
Ogni esantema permette uno sblocco energetico profondo che non avviene
con la vaccinazione, infatti la differenza tra malattia naturale e vaccinazione
è nell’apporto di tossine progressivo e relativamente lento
nella malattia naturale dovuto alla lenta incubazione.
Nella vaccinazione, invece, l’irruzione eterogena è brutale
ed istantanea di conseguenza la matrice deve sottoporsi ad un lavoro
notevolissimo che conduce a quella disfunzione cronica degenerativa
chiamata dagli omeopati "sicosi". La moderna immunologia ha
in realtà confermato l'importanza delle malattie esantematiche
nella maturazione e rafforzamento del sistema immunocompetente.
Appendice:
Nomi commerciali italiani di alcuni vaccini contenenti il thimerosal?
anatoxal dite berna bambini: vaccino anti-difterico ed antitetanico
dif-tet-al vaccino anti-difterico ed antitetanico
h- adiftetal vaccino antidifterico
imovax d.t.: vaccino antidifterico ed antitetanico
vaccino difto-tetano isi vaccino antidifterico ed antitetanico
adifteper vaccino antidifterico, tetanico, pertossico
anatoxal diteper berna vaccino antiditterico, tetanico, pertossico
imovax dtp vaccino antidifterico, tetanico, pertossico
vaccino d.p.t. isi
vaccino antidifterico, tetanico, pertossico
acelluvax dpt vaccino (antipertossico acellulare)
engerix- b vaccino antiepatite B
recombivax Hb vaccino antiepatite B
tetract- hib d.c vaccino anti-difterite,haemophilus influenzae, pertosse,
tetano
Studi scientifici che
evidenziano il rapporto tra
aumento delle allergie e vaccinazioni. 1 -Title Booster vaccination
against diphtheria and tetanus in man. Comparison of calcium phesphate
and aluminium hydroxide as adjuvants--II. Author Aggerbeck H; Fenger
C; Heron I Address Statens Seruminstitut, Bacterial Vaccine Department,
Copenhagen, Denmark.
Source: Vaccine, 1995 Oct, 13:14, 1366-74 Abstract2 -Title
Boester vaccination against dipbtheria and tetanus in man. Comparison
of three different vaccine formulations--llI.
Author Aggerbeck H; Wantzin J; Heron I
Address Statens Serum Institut, Copenhagen, Denmark. Source Vaccine,
1996 Sep, l 4: 13, 1265-72
3 -Title
Induction of l;gE antibody production in mice with different DPT-vaccine
preparations. Author Naito S; Takahashi M; Ishida S; Uchida T
Address Department of SaLety Research on Biologics, National Institute
of Health, Tokyo. Source: Jpn J Med Sci Biol, 1995 Apr, 48:2, 117-224
-Title
Immunoglobulin E responses to diphtheria and tetanus toxoids after booster
with aluminium-adsorbed and Iluid DT-vaccines.
Author: Mark A; Bjorksten B; Granstrom M
Author Affiliation: Department of Paediatrics, University of Goteborg,
Ostra Hospital, S`veden. Source: Vaccine 1995 May;13(7):669-73
5 -Title
1The vaccination of children with allergic diseases with reduced doses
of adsorbed DT-m anatoxin]
Author: Kostinov MP; Balabolkin II; Maksimova NM; Gervazieva VB; Egor'kov
NA; Ovsiannikova IG, Lobanova AN Source: Pediatriia 1991;(8):26-33 Abstract:
6 -Title
Serological e~amination of Ig~ and IgG-specific antibodies to egg protein
during influenza virus immunization.
Author: Yarnane N, Uemura H
Autor Aff~liation: Department of Laboratory Medicine, Kumamoto University
Medical School, Japan.
Source: Epidemiol Infect 1988 Apr;100(2):291-9 Abstract:7-Title: [)Iercury
as an allergic factorl
Traduzione: n mercurio come fattore allergizzante Author Kiec-Swierczynska
M
Address Przychodni Chorób Zawodowych, Instytutu Medycyny Pracy,
Lodzi. Source: Med Pr, 1996, 47:1, 77-81
8-Title: [Allergic
resction to merthiolate (a disinfectant) based on material from the
Occupational Medicine Institute in Lodzl
Traduzione: Reazioni allergiche al mertiolato (un disinfettante), basandosi
su dati dell'istituto di medicina del lavoro di Lodz
Author Kieà-Swierczyoska M
Address Przychodni Chorób Zawodowych ~zpitala Klinicznego, Instytutu
Medycyny Pracy, Lodzi.
Source: Med Pr, 1996, 47:2, 125-31 Abstract
9- Title -
Specific IgE and IgG4 immune responses to tetanus and diphtheria toxoid
in atopic and nonatopic children during the first two years
Author: Dannemann A; van Ree R; Kulig M; Bergmann RL; Bauer P; Forster
J;GuggenmoosHolzmann I; Aalberse RC; Wahn U.
Address University Childrents Hospital,Virchow-Clinic Berlin, Germany.
Source: Int Arch Allergy Immunol, 1996 Nov, 111:3,262-7
10 Title -
Food allergy to gelatin in children with systemic immediate-type I reactions,
including anaphylaxis, to vaccines
Author: Sakaguchi M; Nakayama T; Inouye S
Address: Department of Epidemiology, National Institute of Health, Tokyo,
Japan. Source:JAllergyClinImmunol, 1996 Dec,98:óPt l, ]058-6111-
Tille
Immuneglobulin E responses to diphtheria and tetanus toxoids after booster
witb aluminium-adsorbed and fluid DT-vaccines.
Author: Mark A; Bj&ournl;
Address: Department of Paediatrics, University of Goteborg,Ostra Hospital,
Sweden. Source: Vaccine, 1995 May, 13:7, 669-73
12-Title
Risk factors for invasive Haemophilus influenzae disease among children
2- 16 years of age in the vaccine era, Switzerland 199l-1993. The Swiss
H. Influenzae Study Group.
La
vaccinazione omeopatica
Relazioni malattia-rimedio preventivo omeopatico:
pertosse: pertussinum
difterite: diphtherinum
morbillo: morbillinum
poliomielite: lathyrus sativus
tetano: tetanus toxin
orecchioni: parotidinum
rosolia: rubella
Programma tipo "siero-profilassi"
quando si è esposti all'infezione:
pertosse pertussinum 200 K due volte alla settimana per 2 settimane,
dopo il contatto con il portatore
tetano ledum palustre 30 CH ogni 12 ore per tre giorni dopo la lacerazione
cutanea
difterite diphtherinum 200 K una dose a settimana per 4-6 settimane
in corso di epidemia di difterite
morbillo morbillinum 200 K una dose a settimana durante una epidemia
orecchioni parotidinum 200 K una dose a settimana durante una epidemia
o dopo il contatto con il portatore
rosolia meglio prendersi l'infezione naturale; in alternativa rubella
200 K o pulsatilla 30 CH due volte a settimana.
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